GuerrainFame è un progetto dedicato ai temi dell’alimentazione in Italia, nel periodo che va dalle due guerre mondiali agli anni Ottanta del Novecento. 

Le guerre mondiali sono il punto di partenza dell’analisi perché configurano scenari in cui l’approvvigionamento alimentare – militare e civile – attiene con forza a scelte di politica interna. Tendere all’autosufficienza, sanzionare gli scambi internazionali, affamare il nemico, rendere impossibile la sua vita quotidiana sono a tutti gli effetti strategie di guerra: gli Stati europei sono costretti a misure straordinarie di produzione, ammassi, requisizioni, razionamenti (in molti casi, una volta terminata la fase di emergenza si osserva il permanere di una pratica d’intervento già sperimentata e convertita a finalità di crescita). Tutto ciò ha un effetto potente non solo sulle economie di riferimento, ma anche sulla vita degli individui, chiamati a un impegno di cittadinanza e di patriottismo che passa anche attraverso ciò che si mette in tavola o si consuma.

Parallelamente gli stili alimentari degli europei stanno cambiando profondamente: l’industria alimentare affina le proprie strategie produttive e di marketing e una buona parte della borghesia continentale sperimenta nuove pratiche di consumo e per il tempo libero.  

Penuria e crescita, fame e abbondanza si avvicendano nel corso del Novecento quasi senza soluzione di continuità. La popolazione civile che ha sofferto la fame negli anni 1943-1945 si affaccia al dopoguerra con un desiderio di rimozione potente che passa anche attraverso il desiderio e il consumo di cibo. La storia d’Italia negli anni del boom economico è anche questo fare per la prima volta i conti – e a pochi anni dall’esperienza di una miseria indicibile – con una società del benessere entro cui la nazione si ritaglierà un proprio spazio nella produzione alimentare d’eccellenza. Fino a un presente in cui alcuni prodotti regionali italiani – molti di origine emiliano-romagnola – sono vere e proprie bandiere del Paese entro gli scenari globali.   

Per mettere a fuoco questa complessa vicenda il portale – in continua espansione – è strutturato in tre macro-sezioni:

Nella sezione Cibi di guerra: 1915-1945 è possibile consultare materiali multimediali (filmati d'epoca, immagini) e documenti. Le risorse sono collocate in tre scenari cronologici che illustrano le strategie attraverso cui l’Italia ha affrontato i problemi dell’alimentazione nell’extra-ordinaria quotidianità dei due periodi bellici. Temi centrali sono la produzione del cibo, l’approvvigionamento della popolazione civile e dei soldati nei fronti di guerra, le politiche di razionamento e le strategie messe in atto per sopravvivere o, nei mesi immediatamente successivi ai trattati di pace, provare a ricominciare. Questioni attinenti, e capaci di ampliare l’analisi oltre i periodi bellici, riguardano le politiche di salvaguardia dei prodotti dell’economia nazionale e il loro impatto sui consumi. Le trasformazioni che la guerra comporta si proiettano, infatti, nelle fasi successive, mutando considerevolmente gli aspetti della vita quotidiana.

Nella sezione Cibo e pratiche alimentari nell’Emilia Romagna del Novecento la scala territoriale si restringe al contesto regionale, mentre si amplia la periodizzazione che abbraccia per intero il XX secolo. Da una linea del tempo si aprono approfondimenti dedicati a temi rilevanti su scala provinciale: si tratta di brevi schede, corredate da materiale multimediale, che permettono di inquadrare specificità territoriali legate alla produzione e al consumo alimentare.

La Mappa geo-storica-gastronomica permette un viaggio di approfondimento fra alcune specialità regionali: paste ripiene e salumi. Le fonti per la rilevazione del dato territoriale, calato nella storia del Novecento, sono le tre Guide Gastronomiche che il Touring Club Italiano ha pubblicato rispettivamente nel 1931, nel 1969 e nel 1984. La comparazione dei dati ha permesso di rappresentare uno spaccato geografico regionale di un certo numero di produzioni tipiche nell’arco di cinquant’anni: ogni voce permette di identificare, localizzare e cogliere diffusione e caratteristiche salienti del prodotto, così come il Touring Club Italiano l’ha rilevato e rappresentato. La particolare natura della fonte – attenta alla valorizzazione della risorsa agricola e del prodotto alimentare – permette di identificare le specialità come veri e propri oggetti storici, perfettamente calati nel tempo di riferimento, ma anche in evoluzione costante nel cinquantennio di riferimento.       

Altre risorse aggiuntive sono: un Dizionario tematico, una sezione dedicata a Ricette e ricettari, uno spazio dedicato alle Attività didattiche sul tema cibo e una Bibliografia.